veneziana e palladiana

       
    realizzazione
    terrazzo
    terrazzo
    veneziana
       
    terrazzo
    genovese 
    cocciopesto
       
    agglomerato palladiana

caratteristiche

terrazzo ALLA VENEZIANA E ALLA GENOVESE

I pavimenti in terrazzo, detti anche seminati, sono la naturale evoluzione del tessellatum ( mosaico ) di tradizione romana e bizantina, dove le superfici calpestabili venivano realizzate utilizzando delle tessellae ( tessere ) di marmo, travertino o pietra, a formare meravigliosi disegni e forme geometriche policrome. L'arte dei pavimenti in terrazzo nasce nella Venezia del XVI secolo. I maestri terrazzieri realizzavano splendide pavimentazioni nelle case dell'aristocrazia locale, selezionando pregiati granuli di marmo fini di vario colore che venivano "seminati" manualmente su un sottofondo di calce. Vengono cosi realizzati pavimenti con magnifiche trame e decorazioni. I granuli di marmo posati sapientemente venivano poi spianati e pressati con il passaggio di un rullo per uniformare la superficie ed esporre la graniglia di marmo. In principio la levigatura e la lucidatura non venivano eseguite meccanicamente, ma si lasciava che si producesse in seguito al passaggio e al calpestio umano. L'arte e la bellezza del terrazzo alla veneziana e' stata esportata in tutto il mondo, ed ancora oggi rappresenta un esempio di eccellenza tutta Italiana.
Dall'esperienza dei terrazzieri veneziani, nasce la scuola genovese, che vive il momento piu' importante agli inizi del '900 con l'introduzione del cemento portland. E' proprio questo nuovo tipo di cemento, a basso ritiro e di veloce lavorazione, che da impulso al terrazzo alla genovese. La differenza con la tradizione veneziana sta nel fatto che i genovesi utilizzano granuli di marmo finisiimi, quasi polverizzati, e potendo utilizzare un cemento versatile e colorabile con pigmenti ferrosi, realizzano i seminati su sottofondi di colori diversi, che consentono di poter ottenere decorazioni sulla superficie piu compatte e cromaticamente piu' uniformi di quelle dei terrazzi alla veneziana.
Il terrazzo e' un rivestimento di grande fascino e di altissimo pregio. Purtroppo anche questi pavimenti subiscono l'usura da calpestio, ed i frequenti lavaggi ( spesso con prodotti non idonei ), lo spostamento di oggetti, il naturale ritiro del legante cementizio ed assestamenti strutturali, contribuiscono ad un deterioramento di queste splendide pavimentazioni.

cocciopesto

Il battuto di cocciopesto ( opus signinum ) e' un tipo di pavimento conosciuto e realizzato gia' in epoca romana. E' formato dalla frantumazione di resti di mattoni, coppi e manufatti in terracotta finemente tritati, che conferiscono al cocciopesto la classica colorazione rossiccia. Questa macinazione viene poi mescolata con granuli di marmo bianco, piccole pietre e a volte pezzettini di vetro, e impastata con calce idraulica. E' proprio la presenza di questi inerti di marmo o pietra che conferiscono resistenza meccanica al cocciopesto. La miscela realizzata e posata viene bagnata e battuta piu' volte, sino ad ottenere una superficie omogenea e planare, e trattato con oli e cere naturali. In origine il cocciopesto non veniva lucidato. Questa operazione si realizzava in modo naturale dall'opera continua del calpestio delle persone. In epoca moderna la calce, che lega la polvere di cocciopesto e i granuli marmorei, viene sostituita da cemento o resine. Grazie alle sue ottime capacita' di impermeabilita', il cocciopesto veniva realizzato sia per interni, sia per esterni, anche rivestendo le pavimentazioni stradali.
Il cocciopesto, come tutte le pavimentazioni, si usura e si deteriora. La superficie perde di tonalita', si macchia per l'aggressione di sostanze liquide ed oleose, ed il cemento o la calce subiscono un ritiro strutturale causando screpolatre e fessure.

agglomerati

Gli agglomerati vengono realizzati industrialmente miscelando grani di marmo di diverse dimensioni e colori con del legante cementizio o resinoso. Le prime produzioni di agglomerati di marmo industriale sono dei primi anni del '900, quando inizia ad essere utilizzato il cemento portland. Sono prodotti in formati diversi, dalle marmette ai grandi marmettoni, e vengono levigati e lucidati gia in fase di produzione. Sono pavimenti che si utilizzano generalmente in ambienti interni. Negli anni '60 gli agglomerati venivano realizzati direttamente in opera, con scaglie di marmo di medie e grosse dimensioni che venivano miscelate al cemento in "vasche" generalmente rettangolari delimitate da profili di metallo o di vetrocemento fissate direttamente al massetto. Questo tipo di agglomerato, simile alla palladiana, prende il nome di bollettonato. In seguito si effettuava la levigatura e la lucidatura a piombo ( nocivo per la salute e oggi sostituito da prodotti cristallizzanti ).
Con il tempo gli agglomerati di marmo sono soggetti a deterioramento, il legante cementizio subisce un ritiro naturale o dovuto ad assestamenti strutturali, generando crepe e fessure, e le scaglie o i grani di marmo si opacizzano e perdono di brillantezza.

palladiana

La palladiana ( opus incertum ), e' un tipo di pavimentazione di tradizione millenaria, formata da scaglie di marmo piu' o meno pregiato, posate su un sottofondo di calce o cemento. Le scagle di marmo utilizzate per comporre la palladiana possono essere dello stesso tipo, o di marmi dalle colorazioni diverse. Vengono tagliate o rotte a martellina in maniera netta e ridotte in diverse forme irregolari e spigolose, accostate tra loro a seguire un idea geometrica precisa, o distribuite casualmente. Gli spazi tra una scaglia e l'altra vengono colmati con cemento bianco o miscelato con ossidi colorati. La palladiana viene poi levigata e lucidata. La palladiana e' un pavimento con ottime capacita' di resistenza, e per questo puo' essere posato sia in interno sia in esterno. In ambienti esterni, generalmente le palladiane si realizzano utilizzando scaglie di marmo burattato, a superficie grezza e con i bordi piu' arrotondati.
La palladiana con il passare del tempo e con il continuo calpestio si opacizza. Gli assestamenti strutturali possono provocare ritiri delle fughe, causare scollamenti delle scaglie di marmo e compromettere la planarita' della superficie.

 

DIERRE FLOOR CARE esegue trattamenti di ripristino su pavimenti in terrazzo, agglomerati, palladiane e cocciopesto, individuando il sistema piu' idoneo per garantire protezione, ristabilire bellezza e caratteristiche originarie a questa tipologia di pavimentazioni, conservando ed esaltando il loro pregio storico.

 

ripristino veneziana e palladiana